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La mediazione interculturale
LA MEDIAZIONE INTERCULTURALE
per facilitare l’integrazione degli stranieri nel comune

A) PREMESSA
La finalità generale del progetto è promuovere l’interculturalità, in considerazione del fatto che i comuni vedono crescere costantemente il numero di stranieri nel territorio. I laboratori di mediazione favoriscono il pensiero divergente e creativo, basandosi su un approccio culturale sensibile ad ogni tipo di diversità e aperto all’originalità intellettuale, al non ancora, a nuovi punti di vista.

Il progetto si rivolge alle risorse umane del Comune che per ruolo professionale hanno frequenti contatti con cittadini stranieri e che pertanto devono preoccuparsi di favorire l’integrazione culturale. Tale compito diventa più semplice se si possiedono competenze e strumenti per la risoluzione di ogni eventuale situazione conflittuale.

Destinatari: le risorse umane del Comune impegnate nell’accoglienza degli stranieri.


B) METODI E STRATEGIE

La metodologia della mediazione sociale è adoperata per la risoluzione dei conflitti relazionali e comunicativi.
La mediazione interculturale consta di quattro tappe:
a. prepararsi alla mediazione;
b. identificare la natura dei conflitti;
c. imparare a negoziare: definire gli interessi di ciascuno; descrivere i sentimenti; descrivere le ragioni di ciascuno; rovesciare le prospettive; inventare soluzioni che assicurino un beneficio reciproco; trovare un accordo su un compromesso ragionevole;
d. diventare mediatori.
La struttura del laboratorio è concepita in modo tale che i formatori possano passare le consegne ai partecipanti del corso, così che essi sperimentino di persona la metodologia appresa. In pratica i discenti diventerebbero i primi mediatori interculturali del gruppo e come tali avrebbero il compito di fare apprendere le prassi di mediazione agli altri partecipanti, che si alternerebbero periodicamente nel ruolo di mediatore ufficiale.
Ogni attività di laboratorio è supportata da schede di istruzione/rilevazione che facilitino il ragazzo nella ricerca delle soluzioni adeguate ai problemi posti.

C) CONTENUTI

Lab 1: L’interculturalità in Italia: dati statistici e analisi ambientali del fenomeno dell’immigrazione e dell’integrazione culturale. Alcuni casi di studio.
Lab 2 Prepararsi alla mediazione: Brainstorming sulle situazioni conflittuali più comuni verificatesi tra cittadini stranieri e italiani o tra cittadini stranieri tra loro. Mettere in scena attraverso il Role Playing un paio di situazioni conflittuali.
Lab 3: Identificare la natura dei conflitti: scegliere di affrontare una delle diverse situazioni conflittuali che sono sorte nella fase precedente, durante il brainstorming. L’obiettivo è concentrarsi sul problema e non sulla persona, al fine di comprendere che ognuno è portatore di interessi diversi e che ognuno di tali interessi è legittimo.
Lab 4: Imparare a negoziare: definire gli interessi, i sentimenti, le ragioni di ciascuno.
Lab 5: Rovesciare le prospettive: inventare soluzioni che assicurino un beneficio reciproco; trovare un accordo su un compromesso ragionevole.
Lab 6/7: Diventare mediatori: il formatore passa la consegna ai partecipanti al corso, che diventano i mediatori della classe e che guidano gli altri partecipanti a diventare essi stessi dei mediatori, identificando la natura dei conflitti (tra quelli venuti fuori nel secondo laboratorio, ma non affrontati).
Lab 8: La figura del mediatore nel comune: implicazioni della presenza degli stranieri nel territorio e nuove possibili prospettive d’azione. Definizione delle linee strategiche di interventi sul territorio.

D) DURATA DEL CORSO

Il corso si sviluppa in 8 incontri, ognuno di 2,5 ore. Le date e gli orari si stabiliscono in base alle esigenze dell’Ente con la realizzazione di un calendario all’inizio delle attività.
Totale ore: 20
N partecipanti: 30.

E) COSTI
Il costo del progetto varia sulla base del numero di incontri, dei partecipanti e della struttura del modulo così come concordata con l’istituto richiedente.
 
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