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Dott.ssa Grazia R. Corsaro
,
al numero
(+39) 347 2848348

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Mediatore interculturale
Le differenze sociali ed etniche sono evidenti a scuola come nella vita quotidiana. Promuovere l'interculturalità significa rafforzare la propria identità nell'apertura verso l'altro. Ogni conflitto è risolvibile attraverso una negoziazione. Apprenderne tappe e strumenti è il nostro obiettivo.

Destinatari: docenti e/o alunni dai 9 ai 19 anni.




LABORATORIO DI MEDIAZIONE INTERCULTURALE

1) PREMESSA

La finalità generale del progetto è promuovere l’interculturalità, in considerazione del fatto che le scuole vedono crescere costantemente il numero di alunni stranieri nelle classi. I laboratori di mediazione favoriscono il pensiero divergente e creativo, basandosi su un approccio culturale sensibile ad ogni tipo di diversità e aperto all’originalità intellettuale, al non ancora, a contesti in cui non basta trovare soluzioni inedite alle solite questioni, ma sono le questioni stesse ad essere rifondate, mediante nuovi punti di vista.
Destinatari: alunni dai 9 ai 19 anni e/o docenti.

2) METODI E STRATEGIE

La metodologia della mediazione sociale è adoperata per la risoluzione dei conflitti relazionali e comunicativi.
La mediazione interculturale consta di quattro tappe:
a. prepararsi alla mediazione;
b. identificare la natura dei conflitti;
c. imparare a negoziare: definire gli interessi di ciascuno; descrivere i sentimenti; descrivere le ragioni di ciascuno; rovesciare le prospettive; inventare soluzioni che assicurino un beneficio reciproco; trovare un accordo su un compromesso ragionevole;
d. diventare mediatori.
La struttura del laboratorio è concepita in modo tale che i formatori supportino il lavoro di integrazione culturale svolto dai docenti in classe. In pratica i docenti diventerebbero i primi mediatori interculturali del gruppo classe e come tali avrebbero il compito di fare apprendere le prassi di mediazione agli alunni stessi, che si alternerebbero periodicamente nel ruolo di mediatore ufficiale.
Una volta avviato il processo di mediazione interculturale da parte dei formatori nel corso di cinque incontri, una massima produttività si otterrebbe qualora anche successivamente i docenti si impegnassero a dedicare qualche ora al mese alla pratica di mediazione, producendo l’abitudine al dialogo all’interno della classe. Si auspica infatti che gli alunni interiorizzino l’idea della ricerca del compromesso, della negoziazione, della necessità di risolvere i conflitti intellettuali. Tutto ciò comporta che i cinque incontri di mediazione siano svolti sempre in presenza dello stesso docente.

La peculiarità della mediazione interculturale rispetto alla pratica di semplice mediazione sociale consiste nella fase di lavoro denominata “Prepararsi alla mediazione”. Infatti il primo passo da compiere da parte di un aspirante mediatore è la conoscenza del background culturale del proprio interlocutore. A questo scopo ai ragazzi è richiesto di leggere alcuni testi di letteratura migrante predisposti dai formatori sulla base della cultura d’origine degli alunni stranieri presenti nella classe. In questo modo ogni ragazzo inizia ad entrare nel mondo culturale dell’altro, esplorandone poesie e testi narrativi, presentati nelle due versioni linguistiche, la lingua originale degli alunni stranieri e la lingua italiana. Per rendere il confronto culturale più ricco si può fare riferimento anche a brevi testi di religione e di filosofia, scelti tra quelli particolarmente significativi ai fini della comprensione dell’alterità.
Ogni attività di laboratorio è supportata da schede di istruzione/rilevazione che facilitino il ragazzo nella ricerca delle soluzioni adeguate ai problemi posti.

3) CONTENUTI

Lab 1: Prepararsi alla mediazione: lettura di testi di letteratura migrante e confronto culturale sui gusti letterari, sulla filosofia e sulla religione degli alunni stranieri e italiani. In questa fase vanno annotati tutti i possibili diverbi e le situazioni conflittuali eventualmente sorte nella classe.
Lab 2: Identificare la natura dei conflitti: scegliere di affrontare una delle diverse situazioni conflittuali che sono sorte nella fase precedente, durante il confronto culturale tra ragazzi stranieri e italiani. L’obiettivo è concentrarsi sul problema e non sulla persona, al fine di comprendere che ognuno è portatore di interessi diversi e che ognuno di tali interessi è legittimo.
Lab 3: Imparare a negoziare: definire gli interessi, i sentimenti, le ragioni di ciascuno; rovesciare le prospettive; inventare soluzioni che assicurino un beneficio reciproco; trovare un accordo su un compromesso ragionevole.
Lab 4: Diventare mediatori: il formatore passa la consegna al docente, che diventa il primo mediatore della classe e che guida gli alunni a diventare essi stessi dei mediatori.
Lab 5: Nuovi problemi e nuovi mediatori: nominare nuovi responsabili della mediazione e fare loro gestire la risoluzione di nuove situazioni conflittuali (tra quelle venute fuori nel primo laboratorio, ma non affrontate).

4) COSTI DI UN MODULO (2 CLASSI)

Il costo del progetto varia sulla base del numero di incontri, dei partecipanti e della struttura del modulo così come concordata con l’istituto richiedente.
 
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