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Dott.ssa Grazia R. Corsaro
,
al numero
(+39) 347 2848348

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Comunicazione interpersonale
"Non si può non comunicare" (P. Watzlawick). Il linguaggio verbale e quello non verbale hanno la stessa influenza sul modo in cui gli altri ci percepiscono. Il laboratorio costruisce la consapevolezza di quanto i nostri gesti (cinesica), l'uso che facciamo degli spazi (prossemica), il nostro tono di voce (paraverbale) abbiano effetti sul mondo.

Destinatari: alunni dai 12 ai 19 anni e/o docenti.

LABORATORIO DI COMUNICAZIONE INTERPERSONALE

a) PREMESSA

Il progetto si configura come attività di potenziamento della competenza comunicativa, intesa come capacità di produrre e comprendere messaggi nell’interazione comunicativa. Come è noto tale competenza è il risultato dell’armonizzazione di abilità linguistiche, che rispondono al principio dell’accettabilità, e di abilità sociali e semiotiche (extralinguistiche) che perseguono il principio dell’appropriatezza.

La finalità generale è dunque rendere consapevoli i partecipanti delle proprie competenze paralinguistiche (enfasi, cadenza, ecc.), cinesiche (mimica, postura, ecc), prossemiche (l’uso dello spazio, la distanza interpersonale), performative (influire sul contesto), pragmatiche (adeguarsi alle situazioni) e socioculturali (riconoscere le situazioni sociali.
Presa consapevolezza di ciò, si forniranno degli strumenti per potenziare le proprie abilità di partenza al fine di usarle nel corso di relazioni interpersonali significative, con particolare riferimento al contesto scolastico (relazioni alunno- alunno; alunno- docente; docente- genitore; docente- colleghi/dirigente; ecc)
Per l’elaborazione del percorso laboratoriale proposto si fa riferimento principalmente alla psicologia sociale e alla sociologia della comunicazione.
Destinatari: alunni dai 12 ai 19 anni e/o docenti

b) STRATEGIE E STRUMENTI DIDATTICI

L’attività didattica sarà strutturata in base alla tipologia e al numero di partecipanti, nonché al livello di competenza rilevato in ingresso.
In termini generali, l’attività di insegnamento è improntata al principio della laboratorialità. La pratica laboratoriale, infatti, è una grande occasione per lo sviluppo del soggetto in apprendimento. Essa agevola situazioni che permettono di imparare ad applicare e produrre, lasciando comunque ampi spazi di creatività nella progettazione e nella messa in atto di strategie diverse di intervento, stimolando il problem solving. È inoltre rilevante la sistematica possibilità di feed-back fondata sull’osservazione e sull’analisi delle conoscenze ed abilità impiegate.

Nello specifico si fa riferimento ai principi e agli strumenti offerti dall’apprendimento cooperativo, un metodo didattico che si fonda sulla collaborazione tra gruppi ristretti di alunni che mettono insieme le proprie abilità e conoscenze per raggiungere obiettivi comuni e per migliorare reciprocamente il loro apprendimento. L’apprendimento cooperativo comporta che i membri di un gruppo sviluppino un’interdipendenza positiva, in cui ogni membro è indispensabile agli altri per il successo del gruppo. Per usare questa strategia, ogni individuo deve possedere competenze e ruoli diversi dagli altri, così che ognuno dia il proprio apporto individuale e unico al raggiungimento di obiettivi comuni.

Quanto sopra esposto è integrato, in molte occasioni, con l’uso della tecnica del role playing, tecnica di messa in scena attraverso la drammatizzazione, oltre il ragionare, raccontare e riferire. Nel role playing non sono in gioco solo categorie e aspetti personali, soggettivi. In esso si recitano ruoli, organizzativi o sociali in genere. Quindi l’oggetto reale del role playing è la drammatizzazione di comportamenti di ruolo, che comunque implica elevato coinvolgimento di chi recita.

c) Contenuti.

Laboratorio 1)
Cos’è la comunicazione
Le caratteristiche del fenomeno comunicativo: il problema dell’intenzionalità, delle inferenze e della coerenza fra canali; l’uso dei vari sistemi di comunicazione nella realtà (le funzioni comunicative).
Laboratorio 2-3)
Il linguaggio del corpo e la comunicazione non verbale
L’influenza degli elementi extralinguistici –quali l’aspetto esteriore, gli elementi non verbali del parlato, il comportamento spaziale, motorio e gestuale, mimico del volto e visivo- sul messaggio verbale e sulla relazione interpersonale. Come usare al meglio tali elementi per stabilire una relazione.
Laboratorio 4)
Le emozioni: riconoscerle, comunicarle e gestirle
L’espressione delle emozioni, il loro riconoscimento o decodifica, la regolazione dell’attività emozionale nell’interazione sociale.
Laboratorio 5)
La conversazione
La conversazione come azione guidata da scopi e piani: il principio di cooperazione, le regole e le procedure conversazionali, il presupposto e l’implicito.
Laboratorio 6)
La comunicazione persuasiva
La comunicazione come processo di influenza nei rapporti interpersonali: i vari modi in cui tale influenza si può manifestare a livello verbale e non verbale, sia quando esiste una precisa volontà di persuadere, sia nelle conversazioni quotidiane apparentemente neutre e rilassate.
Laboratorio 7-8)
La comunicazione in classe
Caratteristiche e gestione della comunicazione asimmetrica fra alunno e docente. Gli errori di comunicazione nella prassi scolastica: la mistificazione, il messaggio paradossale e la teoria del doppio legame, la risposta tangenziale.
Laboratorio 9-10)
Tecniche di comunicazione per la risoluzione dei conflitti
La ricerca del compromesso attraverso la condivisione degli obiettivi, come comprendere i punti di vista altrui e influire su questi facendoli propri. Il buon comunicatore è anche un buon mediatore
Laboratorio opzionale (a scelta, in sostituzione di un altro)
Parlare in pubblico
Perché e come comunicare con efficacia; cosa comunicare per essere efficaci; la gestione dell’uditorio.

d) COSTI

Il costo del progetto varia sulla base del numero di incontri, dei partecipanti e della struttura del modulo così come concordata con l’istituto richiedente.
 
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